Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for July 19th, 2005

Adieu, valued employees

Con la prima mossa del “giardiniere” Mark Hurd se ne andranno in 14.500 (il 10% dei dipendenti), e questo farà risparmiare all’azienda 1,9 miliardi di dollari all’anno. Ma nessuno parla dell’assunzione del nuovo CIO Randy Mott da Dell, che costerà circa 15 milioni di dollari in emolumenti (tra stipendio, incentivi, bonus e stock options). Ciascuno dei 14.500 licenziati contribuirà a questa assunzione con 1.000 dollari, e forse ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Per decenza, io toglierei il cartello.

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  • Piaggeria o incompetenza?

    Ho riletto più volte l’articolo di Giuseppe Turani. E’ talmente favorevole a Microsoft da perdere qualsiasi credibilità, soprattutto se pensiamo che si parla di un sistema operativo, e quindi di un oggetto che tradizionalmente ha incominciato a funzionare solo con il primo o addirittura il secondo Service Pack, com’è successo nel caso di Windows XP.

    Gustatevi le chicche dell’articolo, a partire dal titolo e dal sottotitolo:

    Longhorn, il nuovo Windows su misura per l’era Internet

    Molte novità “estetiche”, prima tra tutti la sparizione delle icone
    Ma la vera innovazione sono tutte le possibilità di condividere documenti

    Inutile commentare a questo punto: più avanti ci sono le spiegazioni dettagliate del significato di queste affermazioni.

    Bisognerà aspettare fino al 2006, ma il nuovo sistema operativo di Microsoft (destinato a far girare i computer [e probabilmente anche le balle] di oltre il 90 per cento di quelli che nel mondo ne usano uno) arriverà. Arriverà e sarà una rivoluzione davvero. [...] In un certo senso si può dire che con questo sistema operativo si entrerà sul serio nell’era dell’informatica, poi c’è da sperare che si vada avanti. Quello che è sicuro è che per molti milioni di persone lavorare con un personal computer diventerà più semplice e, forse, persino più divertente. [...]

    Ma, comunque, già l’anteprima [...] consente di capire in che direzione si va. Ed è la direzione giusta. Tanto per cominciare si può parlare dell’aspetto. E là non c’era molto da fare: lo schermo è quello che è e le cose che ci vanno sopra sono sempre quelle. Allora, i tecnici di Microsoft hanno fatto due cose. Prima hanno introdotto le finestre “glass”. Finestre, cioè, che sembrano fatte di vetro. Il che significa che quando aprite un menù non vi trovate di fronte al solito rettangolo (bianco o colorato) che cancella tutto quello che c’è dietro. E quindi se come sfondo usate la fotografia della vostra fidanzata, dei vostri figlioli o del Monte Bianco, quell’immagine continuerà a sorridervi dallo schermo. E’ una sciocchezza, ovviamente, una cosa da niente. Ma molto piacevole a vedersi. Fa un bell’effetto. E’ una cosa carina.

    Con la seconda novità andiamo già un po’ più sulla sostanza. Oggi, per lavorare con Windows, molti [quelli che non hanno ancora capito che esistono i menù] tengono sullo schermo tutte le iconcine che sono collegate ai vari programmi. In molti casi (e il mio è uno di questi) lo schermo appare come una giungla di iconcine. [lo schermo è una selva di icone? sorge il sospetto che Giuseppe Turani non sia poi così qualificato per commentare le innovazioni - sempre che lo siano - di un sistema operativo] Con Longhorn [...] tutto ciò non sarà più necessario. Quando infatti si andrà a aprire il menù “start”, dove si trova l’elenco dei programmi, non trovate nessun elenco, ma una casella: basterà scrivere le prime lettere del programma che cercate e subito vi apparirà il nome per esteso, cliccate e si parte. Insomma, basterà scrivere “exc” per vedere scattare Excel. O Photo per vedere partire Photoshop. E così via. La stessa vale ovviamente anche per le cartelle personali di lavoro. [bestia, che innovazione! forse Giuseppe Turani non si è accorto che questa funzionalità già esiste, anche se è meno accessibile di come la descrive lui]

    E quindi si può cominciare a tenere lo schermo pulito, senza più quella selva di iconcine che oggi ci consente di trovare in fretta il programma o la cartella che ci interessa. Ancora piccole cose, si dirà. Ma abbastanza importanti per chi sui computer ci sta tutto il giorno. [e nonostante ciò non ha ancora capito come funziona]

    Ma sembra che nella versione definitiva Longhorn sarà anche capace di qualche magia vera e propria. [Bill Gates come Harry Potter?] Si dice che sarà sensibile all’ambiente. Il che non significa che non sporcherà per terra, ma che saprà capire dove si trova il computer in quel momento e che quindi assumerà la configurazione necessaria. Esempio. Se voi avete un notebook che usate sia a casa che in ufficio, può essere che in ufficio vi servano certe cartelle e a casa altre. Ebbene, il notebook attrezzato con Longhorn dovrebbe essere in grado di capire (in base ai collegamenti che trova) se siete a casa o in ufficio, e a quel punto predisporrà le cose sullo schermo nel modo da voi desiderato. [ma non aveva appena detto che lo schermo era finalmente pulito? mettiamoci d'accordo: le icone ci sono o non ci sono?]

    Ma questa è solo una delle magie. La seconda è ancora più interessante e riguarda quelli che, per lavoro, fanno spesso delle riunioni aziendali. Di norma, in queste riunioni, arriva uno con il suo notebook e poi comincia a proiettare su uno schermo le cose che vuole spiegare o fare vedere agli altri. Ebbene, con Longhorn questo non sarà più necessario. Tutti arriveranno nella sala riunioni con il loro bravo notebook. Il sistema operativo sarà in grado di individuare tutti i notebook presenti e stabilirà una specie di sottorete aziendale (che riguarda quella stanza) e quindi l’oratore dovrà solo richiamare i documenti che gli interessano sul proprio schermo: essi appariranno come d’incanto anche sugli schermi degli altri presenti in sala. La cosa, naturalmente, vale per tutti i notebook. In sostanza, invece di passarsi i fogli di carta con su tabelle e appunti, sarà sufficiente richiamare le cose sul nostro schermo e subito appariranno anche sugli schermi degli altri partecipanti alla riunione. [credo che Giuseppe Turani abbia fatto un po' di confusione: così come lo ha descritto, infatti, si tratterebbe di un fenomeno miracoloso simile alla transustanziazione]

    E questo apre una nuova categoria di lavoro che è il “lavoro condiviso”. Ognuno sta davanti alla propria macchina, ma si lavora tutti insieme, condividendo le stesse cose. Naturalmente, il sistema della riunione nella stessa sala può essere allargato, e quindi (con qualche accorgimento in più) qualche partecipante al “lavoro condiviso” può trovarsi anche a Palermo o in Sud Africa: non importa, si potrà lavorare comunque tutti insieme. [continuo a sospettare che Giuseppe Turani non abbia le idee chiare in merito: architetture del genere sono già disponibili, con garanzie di sicurezza infinitamente superiori a quelle offerte da Windows, per cui Microsoft non avrebbe fatto altro che integrare tecnologie già esistenti]

    Ma dove Longhorn dà il meglio di sé, probabilmente, è nell’organizzazione del lavoro dentro il computer. Fino a oggi, se ci pensate, l’organizzazione del lavoro con un computer è identica a quella che si fa di solito in un ufficio. I vari documenti vengono collocati in varie cartelle, le cartelle vengono poi raggruppate secondo altri criteri e quando vi serve una cosa si vanno a aprire via le cartelle maggiori, poi quelle minori fino a arrivare al documento che ci serve. Esattamente come si fa in un ufficio “cartaceo” con gli armadi per i documenti e le cartelle di cartoncino. Con Longhorn questa epoca va in soffitta. Voi scrivete i vostri documenti e li registrate sull’hard disk dove capita. Non ha più alcuna importanza. Ma come farete a ritrovarli dopo? Provvederà il sistema operativo. Alla richiesta di mostravi i documenti, ve li farà vedere tutti, ovunque essi siano registrati. Vi appariranno in una sola schermata. Dopo di che voi potrete ordinarli secondo moltissimi criteri: per data, per autore. Per tipo di documento, ecc. A quel punto (se ad esempio avete chiesto i documenti redatti dal vostro collega Rossi) Longhorn vi consentirà di andare avanti introducendo via vari filtri. Quello che Rossi ha scritto in dicembre e novembre, i documenti di Rossi (nel periodo indicato) che riguardavano l’America e l’Inghilterra) e così via. [Giuseppe Turani ha mai usato la funzionalità di ricerca di Windows? fa esattamente quello che a lui sembra una grande novità]

    In sostanza, si tratta un po’ di quello che oggi fa Google Desktop, ma moltiplicato per mille. E’ bene precisare, a questo punto, che Longhorn non lavora solo sui titoli dei ma sui contenuti e quindi non gli scappa praticamente niente. Se volete tirare fuori i documenti in cui avete parlato di bulloni piuttosto che dell’inflazione, basta dirlo al sistema e la cosa verrà fatta molto rapidamente. Il sistema, poi, fa alcune altre piccole magie. Ad esempio vi può presentare i documenti che cercate sotto forma di elenchi (modo consueto) oppure ve li presenta a mucchietti: questo sono i documenti di Rossi, questi quelli sull’Africa, questi altri quelli sull’America, e così via. Ma fa ancora qualcosa di più. Se volete vi apre subito i documenti. Vi fa vedere cioè la prima pagina. E quindi voi potete controllare se c’è davvero quella tabella o quell’immagine che cercavate. Insomma, sotto questo aspetto, il Windows di oggi vi sembrerà davvero la preistoria dell’informatica. [Arrigo Sacchi direbbe: straordinario!]

    Ma non è finita, già oggi Microsoft sta distribuendo un prodotto (Office Comunicator) che probabilmente verrà inglobato in Longhorn. E si tratta di una piccola meraviglia. Nasce sull’intuizione che ha dato vita agli instant message. In pratica, voi arrivate in ufficio e accendete il vostro personal computer. Questo fa un rapidissimo giro d’orizzonte sulla rete e vi dice subito chi c’è e chi non c’è. Se gli altri hanno avuto la bontà di lasciare dietro di sé qualche informazione, Comunicator vi informa. Il tale è online, ma sta telefonando. Il tale altro è online ed è libero. L’altro ancora è in una riunione che finirà alle 11. E avanti così. Non solo: se siete autorizzati, Comunicator vi consente anche di leggere l’agenda del vostro collaboratore. E poi vi consente una serie di scelte. Potete mandare una mail, potete telefonare, potete mandargli dei documenti. Il tutto premendo pochissimi tasti. Tutto questo, ovviamente, funziona in qualunque parte del mondo si trovino, rispetto a voi, i vostri collaboratori. Basta che siano in rete. [e qui raggiungiamo veramente il massimo: Longhorn permetterà finalmente di inviare e-mail e documenti o addirittura di telefonare in qualsiasi parte del mondo! erano anni che si attendeva un'innovazione del genere...]

    In conclusione, con Longhorn diventa molto più facile aggirarsi fra i documenti e diventa molto più facile dare il via al cosiddetto “lavoro condiviso”. In pratica si dà un altro senso all’idea di “stare in rete”. Non solo per curiosare. Sarà come ritrovarsi tutti in una sorta di grande open space planetario, dove tutti si potrà lavorare sugli stessi documenti e sugli stessi materiali. [e finalmente avremo una "grande ammucchiata" tecnologica]

    C’è bisogno di altri commenti?

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  • Un capolavoro assoluto

    Come dice giustamente Massimo Mantellini, l’articolo di Giuseppe Turani comparso ieri su Affari & Finanza è un capolavoro assoluto. Chiedo umilmente scusa per non averlo letto e commentato immediatamente, ma provvederò a recuperare il tempo perduto. Una cosa è certa, di fronte a un tale coacervo di piaggerie è molto, mooolto, mooooolto difficile - se non impossibile - sostenere l’assoluta indipendenza dei giornalisti. Voci non confermate, a cui fino a oggi non avevo dato credito, affermano che Microsoft detiene il 3% del capitale di Repubblica, e articoli come quello di Giuseppe Turani non fanno che rendere credibili queste illazioni.

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  • Eccessi


    La foto di Matt McClain/Associated Press, pubblicata da The New York Times, è emblematica dell’isteria collettiva per l’uscita dell’ultimo libro di Harry Potter. I fanatici del maghetto si sono presentati con codesto abbigliamento, che avrebbe giustificato un ricovero d’urgenza presso un ospedale psichiatrico, allo scoccare della mezzanotte tra venerdì e sabato, quando è iniziata la vendita del volume “Harry Potter and the Half-Blood Prince” (Harry Potter e il Principe Mezzosangue), che in 24 ore ha venduto 6,9 milioni di copie negli Stati Uniti e 13 copie al secondo in Gran Bretagna (per un totale di 8,9 milioni di copie). Su eBay sono già disponibili delle copie usate del libro, a un prezzo di circa 11 dollari contro i 17 delle librerie online e i 18 delle librerie tradizionali. Un fenomeno comico più che preoccupante, che genera eccessi di segno completamente opposto sui quali preferisco astenermi da ogni commento.

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