Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
30 Jun
In un mondo del calcio che ormai è solo marginalmente uno sport, in cui c’è una squadra talmente brava a comunicare da fare della propria mancanza di stile uno stile di riferimento (il cosiddetto “stile” Juventus), in cui i campionati vengono influenzati dalle decisioni “sbagliate” degli arbitri al punto tale da sembrare guidati da una forza occulta (come si spiega, altrimenti, che negli ultimi anni tutte le squadre dei presidenti o degli allenatori che hanno protestato contro l’establishment siano poi retrocesse o abbiano rischiato di retrocedere), in cui un signore che ha una conoscenza approssimativa della lingua italiana conduce da 25 anni una trasmissione televisiva di successo circondandosi di urlatori, polemisti e vallotturie (vallette/oloturie), sentiremo sicuramente la mancanza del sorriso, della pacatezza e della misura di Gianfranco Zola.
Zola è uno degli ormai pochi esempi di grande calciatore professionista, grande per la tecnica, grande per la capacità di amministrare il “proprio” patrimonio fisico conservandone l’integrità fino a 39 anni, grande per la correttezza, grande per la pacatezza e la lucidità che ha sempre saputo mantenere durante le interviste (non solo in italiano, ma anche in inglese), grande per l’esempio che ha saputo dare a compagni e pubblico, grande per l’immagine positiva che ha saputo dare del nostro Paese nei sette anni di permanenza nel campionato inglese (al punto da ricevere il titolo di Membro Onorario dell’Ordine dell’Impero Britannico, il riconoscimento più importante che il Regno Unito assegna ai cittadini stranieri), grande per la decisione di tornare a Cagliari per riportare la squadra della sua regione in Serie A…
Gianfranco Zola come Beppe Bergomi, Paolo Maldini, Beppe Signori, Ciro Ferrara, Beppe Baresi, e altri che forse dimentico in questo momento, ma che hanno le stesse caratteristiche di questo gruppo di uomini. Forse, all’orizzonte, solamente Alessandro Del Piero - uno stile vero, non uno “stile Juve” - può diventare come loro. Grandi calciatori, ma anche uomini di comunicazione: nel loro caso, parlano molto di più i gesti e i silenzi delle parole.
Caro Gianfranco, spero che tu non esca completamente dal mondo del calcio, perché - altrimenti - il tuo stile ci mancherà.
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