Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for June 20th, 2005

Autoreferenziale

A forza di sentir dire a Vittorio Zambardino che i blog italiani sono “autoreferenziali” mi è venuto l’uzzolo di cercare sul dizionario della lingua italiana il significato della parola, che a me - onestamente - non piace (detesto, in genere, tutte le parole che finiscono in “ale”, prima fra tutte “valoriale”, che è sbagliata - o meglio, non esiste - perchè si dice “dei valori”).

La prima definizione l’ho trovata sul Dizionario De Mauro della Lingua Italiana, a questo indirizzo: che fa riferimento esclusivamente a sé stesso o ai propri bisogni, non curandosi d’altri o d’altro.
Una definizione molto più dotta l’ho trovata, com’era logico, sul forum dell’Accademia della Crusca, a questo indirizzo: Il termine “autoreferenziale” è adoperato soprattutto in logica e serve a indicare un enunciato che, in qualche modo, si riferisce già a sé stesso (si pensi, ad esempio, al paradosso di Epimenide, cretese, il quale dice: “tutti i cretesi sono bugiardi” - la dimensione “autoreferenziale” permette di individuare il paradosso, secondo il quale lo stesso enunciato “tutti i cretesi sono bugiardi” andrebbe considerato a sua volta come una bugia).

La definizione, che vi invito a leggere, si conclude in questo modo: … a volte si tende a complicare ciò che è semplice per dissimulare, aggiungerei io, una qualche insipienza, che a guardar bene farebbe comunque mostra di sé proprio attraverso la nostra dimensione “autoreferenziale”.

Sull’insipienza di chi utilizza “autoreferenziale” preferisco non disquisire, ma mi chiedo comunque perché non si utilizza invece la più semplice e più chiara locuzione “parla di sé” o “fa riferimento esclusivamente a sé stesso”.

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  • Electronic drama

    Avete provato a fare un biglietto aereo sul sito della compagnia AirOne?

    E’ un’esperienza drammatica ed esilarante, allo stesso tempo:

    1. Il sito funziona solo con Internet Explorer, per cui se utilizzate Firefox, Mozilla o Safari è meglio scegliere un’altra compagnia aerea
    2. Una volta selezionato un volo, non c’è verso di cambiarlo (per verificare, per esempio, il prezzo o la disponibilità), a meno di chiudere Internet Explorer
    3. Una volta definita la scelta dei voli (prima o poi ci si riesce, basta riaprire Internet Explorer cinque o sei volte…), non è possibile effettuare l’acquisto - a meno di correre dei rischi - perché la pagina in cui si devono inserire i dati della carta di credito non utilizza il protocollo SSL (non c’è traccia del lucchetto, e ovviamente nemmeno del logo Verisign)

    A parte le risate che uno si fa a ogni scoperta (in media, si possono stimare cinque minuti di sghignazzamenti), quella che conta è l’incazzatura finale quando - dopo aver inserito tutti i dati personali - si scopre di aver buttato via del tempo in un’attività divertente ma inutile.

    Quanto tempo dovremo aspettare perché RyanAir possa operare anche tra Milano e Roma?

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