Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
19 Jun
Cari giornalisti, voi non lo potete sapere, né tantomeno immaginare, ma noi passiamo gran parte del nostro tempo a difendere la vostra indipendenza e la vostra reputazione con i nostri clienti. Certo, però, che se fate così, è proprio difficile difendervi. Per favore, i cialtroni sbatteteli fuori dall’ordine dei giornalisti: negli ultimi tempi, sembra andare di moda l’uso di fonti non documentate e non verificate, ma così non può funzionare. Torniamo alle vecchie regole di base, ovvero che una fonte - qualsiasi fonte, compresi gli altri giornalisti - va controllata prima di poter essere utilizzata. Costa un po’ di fatica in più, ma è meglio per tutti.
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Secondo Nielsen//NetRatings, il 21% dei lettori statunitensi di quotidiani è “migrato” verso l’edizione online, mentre la maggioranza - pari al 72% - continua a leggere la versione cartacea. Il 7% utilizza in modo indifferente la versione online e quella cartacea.
I lettori dei quotidiani online sono per il 53% uomini e per il 47% donne, mentre i lettori dell’edizione cartacea sono per il 57% donne e per il 43% uomini.
Nel mese di maggio, il sito del New York Times ha avuto 11,3 milioni di visitatori unici, seguito da quelli di USA Today con 9,2 milioni e del Washington Post con 7,4 milioni. Più distanti, i siti del Los Angeles Times con 3,8 milioni e del San Francisco Chronicle con 3,4 milioni.
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Leggendo il post di Beppe Grillo I falsari del clima, in cui vengono citate ma non collegate diverse fonti interessanti (brutta abitudine, Beppe: sei andato a “squola” da Vincenzo Zambardino?), mi è venuta voglia di fare qualche approfondimento per vedere se si trovava qualche altra notizia interessante.
E’ bastata poco più di mezz’ora per scoprire che Philip Cooney, “Chief of Staff” del Consiglio per la Qualità dell’Ambiente della Casa Bianca, avvocato privo di preparazione scientifica ma specializzato nelle attività di lobby a favore di quei petrolieri che hanno finanziato l’elezione e la rielezione di George Walker Bush (ha lavorato anche all’American Petroleum Institute) e autore delle correzioni a penna alle versioni preliminari dei rapporti del Climate Change Science Program (programma scientifico sui cambiamenti del clima) e del Subcommittee on Global Change Research (sottocomitato di ricerca sui cambiamenti globali) che potete vedere nell’immagine qui sotto, ha dato le dimissioni ed è stato prontamente assunto da “mamma” Exxon Corporation (che lui, evidentemente, già rappresentava all’interno dell’amministrazione dell’orrido texano).

Il copyright del documento è del New York Times.
L’articolo del New York Times che ha scatenato la reazione a catena lo trovate qui, ma dovete registrarvi per poter accedere alla pagina. Lo speciale del The Guardian citato da Beppe Grillo, invece, lo trovate qui. Vi consiglio, in particolare, di scorrere la presentazione che trovate qui, soffermandovi sulle due immagini della calotta polare nel 1979 e nel 2004 (la presentazione è in formato Flash, per cui non riesco a pubblicarle).
Nello speciale del The Guardian trovate anche questa mappa del mondo nel 2050, che evidenzia le aree a rischio (questo, ovviamente, se la situazione del riscaldamento terrestre continua così com’è oggi):

Purtroppo, si vede poco, ma tutta l’area del Mediterraneo è destinata a subire il fenomeno dell’innalzamento del livello del mare. Fortunatamente, non siamo alle Maldive, dove 60 centimetri sarebbero sufficienti per cancellare gran parte dell’arcipelago, ma c’è comunque di che preoccuparsi, e seriamente: per esempio, sarebbero sufficienti per cancellare l’ingresso della Grotta Azzurra di Capri.

Per concludere, qui potete calcolare le vostre emissioni annuali di anidride carbonica. La mia è di 6.399 chilogrammi (e dire che uso la moto e non la macchina o i mezzi pubblici, che inquinano molto di più). Giusto per dare un parametro comprensibile, è una quantità pari all’uso di un PC per 127.980 ore (sono oltre 14 anni e mezzo di uso ininterrotto) o di un frigorifero domestico per 159.975 ore (oltre 18 anni di uso ininterrotto).
Ce n’è abbastanza per meditare…
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