Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
5 Jun

Si parte dall’oloturia, un invertebrato della famiglia degli echinodermi privo di sistema nervoso, che rappresenta il mio termine di paragone preferito quando si parla di intelligenza. Nella storia del genere animale, nessuna oloturia è stata mai presa come esempio di capacità intellettive, e nessuna oloturia ha mai corso il rischio di vincere un Premio Nobel per la ricerca.

Si passa dall’ornitorinco, un mammifero della famiglia dei monotremi che depone le uova e le cova ma poi allatta i suoi piccoli: ha il becco come un’anatra, la coda piatta come un castoro e le zampe corte e dotate di artigli, per cui rappresenta il mio termine di paragone preferito quando si parla di bellezza. Non che sia un gran che intelligente, visto che i due emisferi del cervello sono scollegati, ma nessun ornitorinco è stato mai nominato Mister o Miss di alcun luogo.

Si arriva all’ippopotamo, l’animale che preferisco perché è quello che più di ogni altro mi somiglia per le dimensioni e la leggiadria delle movenze (mi riferisco, ovviamente, all’ippopotamo fuori dall’acqua). E’ per questo motivo che colleziono ippopotami di piccole dimensioni, di qualsiasi materiale, di qualsiasi provenienza: quelli più belli, ovviamente, arrivano dall’Africa, dove l’ippopotamo è di casa. Naturalmente, la canzone Ippopotami di Roberto Vecchioni è una delle mie canzoni preferite. Inutile dire che l’ippopotamo è bello e intelligente, ma non è un termine di paragone: l’ippopotamo è, e tanto basta.
Tags: pr5 Jun
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