Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
15 May
Las Vegas è nata nel maggio del 1905 per ospitare gli operai, molti dei quali italiani, che stavano costruendo la ferrovia da Salt Lake City a Los Angeles. Sono quasi certo che, se avessero saputo cosa stavano combinando, avrebbero preferito la fame alla nascita di uno tra i luoghi più brutti e inutili della terra, quello dove i difetti del genere umano avrebbero trovato il proprio luogo di elezione.
Quel che è peggio, Las Vegas continua a crescere con la costruzione di altri monumenti all’inutilità, come il Wynn, un albergo con 2.716 stanze e un parco con campo da golf e collina artificiale alta sessanta metri. Questo boom sta trasformando la città in una metropoli: ogni mese, circa 7.000 persone (totalmente prive di cervello) si trasferiscono a Las Vegas, attirate dai campi di golf e dalla mitezza del clima. La città ha visto il più grosso aumento dei prezzi immobiliari negli ultimi tre mesi del 2004, con un balzo in avanti del 47% rispetto all’anno precedente.
A Las Vegas sono in via di approvazione proposte per costruire 150 grattacieli residenziali, molti dei quali con appartamenti del costo di un milione di dollari. Ormai, lo spazio pianeggiante scarseggia, e questo - come a Manhattan - spinge i prezzi al rialzo.
Il gioco resta alla base del boom: i casinò sono il principale datore di lavoro e la principale attrazione per i visitatori (37 milioni nel 2004, che hanno “buttato” - nel peggiore dei modi - 33 miliardi di dollari).
Continuo a essere convinto che il gioco dovrebbe essere proibito per legge, ovunque (quindi, anche all’interno delle case private). E che il deserto del Nevada dovrebbe tornare agli scorpioni e ai crotali, anche se quelli che lo popolano oggi non sono molto diversi…
E se pensate che la mia posizione sia un po’ estrema, guardate il pomposo elenco dei 10 record che appartengono a Las Vegas (dal sito ufficiale della città:
Non mi sembra che la conquista di nessuno di questi record richieda la presenza del cervello (avendo visto anche le sculture e la fontana di cioccolato, nemmeno quella del buon gusto). C’è di che essere orgogliosi di vivere a Las Vegas…
Tags: pr15 May
Il blog aziendale è uno strumento di relazioni pubbliche, in quanto crea una relazione gestita tra l’azienda e/o un suo esponente e un pubblico che, per il solo fatto di leggere il blog, manifesta la volontà di mantenere in vita questa relazione. I blog non usano il linguaggio e gli strumenti della comunicazione istituzionale, anche se ne fanno parte a pieno titolo in quanto contribuiscono a creare un clima positivo intorno all’azienda. E’ la forza della trasparenza, uno strumento che le aziende non considerano tale a causa di un’errata concezione delle relazioni pubbliche, secondo la quale la verità non è un valore assoluto.
E invece, la trasparenza - soprattutto dopo l’arrivo di internet, e della sua incredibile capacità di far circolare le informazioni - è uno strumento di comunicazione importante, capace di accelerare sia la costruzione sia la distruzione della reputazione di un’azienda.
Spesso, le relazioni pubbliche vengono accusate di “offuscare” lo schermo della comunicazione. Se questo accade, a parer mio si tratta di cattivi professionisti, perché una comunicazione trasparente è sempre e comunque positiva, indipendentemente dal fatto che il soggetto sia una persona, un’azienda o un’istituzione. Ovviamente, questo non significa mettere in pubblico tutto quello che succede, di positivo e di negativo, ma significa piuttosto non nascondere nulla (tra le due cose c’è una grossa differenza).
In questo senso, i blog possono diventare un importante strumento di relazioni pubbliche. E’ necessario però che la comunicazione venga tolta dalla giurisdizione di figure come i legali e i responsabili finanziari, e venga affidata a un professionista capace di gestire i maggiori rischi che derivano dall’uso della trasparenza e di trasformarli in vantaggi.
Microsoft, per esempio, sta traendo grandi vantaggi dalla popolarità del blog di Robert Scoble, meglio conosciuto come Scobleizer, che unisce tirate positive - false lontano un miglio, ma tutte giocate sull’orgoglio della tecnologia “made in US” - per i gruppi che sviluppano i diversi software a interventi critici addirittura nei confronti di Steve Ballmer, CEO dell’azienda. Una grande operazione di marketing.
I manuali di relazioni pubbliche non prevedono regole per la gestione dei blog aziendali, e nemmeno per la gestione del concetto di trasparenza nella comunicazione. Quelle che seguono sono alcune semplici regole di buon senso, che possono aiutare nella costruzione di un processo di comunicazione online basato su più canali, tra cui quello ormai fondamentale dei blog.
1. Fermati e pensa
Quello che scrivi, potrebbe essere letto da qualcuno che ha a che fare con la tua azienda: un collega, attuale o futuro, un cliente, un prospect, un giornalista, un investitore, un partner, un fornitore, un direttore di banca, eccetera, eccetera.
2. Scrivi di cose già note
Non rivelare informazioni riservate, nemmeno in modo indiretto, attraverso riferimenti incrociati o allusioni. Ricorda che il concetto di “off the record” non esiste, e anche se pensi che il tuo blog venga letto solo dai dodici lettori di manzoniana memoria ricorda sempre che Google dispone della tecnologia per trovarti, e ti troverà.
3. Ricorda, tu sei l’azienda
Indipendentemente dalle dichiarazioni presenti sul sito, come “le considerazioni personali espresse in questo blog non sono necessariamente quelle dell’azienda”, i lettori penseranno comunque che tu stai esprimendo una posizione vicina a quella dell’azienda stessa, a maggior ragione se sei uno tra i top manager o addirittura il principale esponente.
4. Sii sincero
I lettori del blog fiutano le bufale in un nanosecondo. Se stai pensando a un blog che serva unicamente a promuovere la tua azienda, non incominciare nemmeno: i blog non sono veicoli per il linguaggio pubblicitario, ma luoghi per esprimere opinioni autentiche e per costruire relazioni migliori con i tuoi interlocutori, ma tutto questo funziona solamente se è basato sulla fiducia.
La genuinità non è facile da definire, ma i lettori dei blog sanno come individuarla. Per essere genuini, bisogna essere se stessi, mostrare se stessi, definire i propri confini.
5. Rispetta i canali
Se il tuo blog attira dei lettori, ti troverai ben presto a scambiare le tue opinioni con chi le condivide e chi le combatte, attraverso i commenti sul tuo blog, gli e-mail, oppure gli interventi sugli altri blog, che fanno riferimento a uno dei tuoi post. Rispetta le opinioni degli altri, e gli altri rispetteranno le tue.
Tags: Marketing, pr, relazioni pubbliche