Concordo perfettamente con Massimo Mantellini: la laurea honoris causa in scienze della comunicazione a Vasco Rossi “un senso non ce l’ha” sotto il profilo della professione del comunicatore, quella seria, mentre è la consacrazione del pierre inteso come individuo che “fa cose, vede gente, …”.

La motivazione del titolo, pronunciata dal rettore dello iulm giovanni puglisi (le maiuscole vanno attribuite a chi se le merita), è agghiacciante: “Vasco Rossi ha saputo attraversare l’universo della comunicazione, nel corso dei suoi lunghi anni di attività, separando con intuitiva intelligenza la sua vita di uomo di provincia, carico e ricco di virtù e di vizi, di debolezze e di orgogli, di timori e di aggressività, di manipolazioni e di successi strepitosi, dalla sua vita artistica, di uomo della comunicazione a tutto tondo, di modello di espressione e di modo di essere”.

Qui stiamo confondendo, ed è tragico e significativo allo stesso tempo (perché dà una misura dello stato delle relazioni pubbliche in Italia), la capacità personale di comunicare, che ovviamente tutti riconoscono a Vasco Rossi (che non ha colpe, per cui le maiuscole gliele lascio, mentre mi permetto di omettere il titolo di dottore), come a tutti coloro che sono in grado di aggregare l’interesse di un gruppo eterogeneo di individui, con la capacità professionale di comunicare per conto di un altro soggetto, definendo obiettivi e strategie, e sviluppando tattiche di comunicazione.

Comunque, lo stesso rettore ha confermato questa lettura tragicomica dell’evento, affermando che “la laurea, ogni laurea, costituisce il momento e l’atto finale di un percorso di vita e di studi che i giovani seguono per acquisire competenze culturali e professionali, mentre il riconoscimento honoris causa taglia tutto il percorso di studi curriculari e va all’atto finale, assumendo in esso la vita e le opere del laureando per la loro unicità e per la loro esemplarità”.

A buon intenditor poche parole: perché sputtanare quattro o cinque anni della tua vita sui libri quando bastano le frequentazioni giuste nel giro delle discoteche per ottenere lo stesso titolo, epperdipiù honoris causa?

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