Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for May, 2005

Popolo di navigatori?

Forse, ma non in rete.

Secondo Eurostat, gli italiani sono - a livello individuale - tra i più arretrati utenti internet d’Europa con una media del 31%, inferiore a quella europea del 47%, lontana da quella della Gran Bretagna (62%) e della Germania (61%), e lontanissima da quella dei Paesi scandinavi: Svezia (82%), Danimarca (76%) e Finlandia (70%). La media italiana deriva dal 37% degli uomini e dal 26% delle donne, penultime in Europa davanti alle greche.

Un bel modo per distinguersi.

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  • Filed under: ICT Market
  • Ma come parli…

    Una raccolta delle espressioni più utilizzate dai manager, con la loro traduzione in linguaggio normale:

    Manager: Interessante…
    Traduzione: E’ una vera idiozia.

    Manager: Non posso dire di non essere d’accordo.
    Traduzione: Hai ragione, ma devi fare come dico io.

    Manager: Dobbiamo dimostrare la nostra flessibilità.
    Traduzione: Lo devi fare in questo modo, che ti piaccia o no.

    Manager: Abbiamo un’opportunità.
    Traduzione: Siamo nel guano fino alle orecchie, ma dobbiamo uscirne.

    Manager: Hai dimostrato il tuo impegno.
    Traduzione: Ma come ti è venuto in mente di fare una cosa simile…

    Manager: Aiutami a capire.
    Traduzione: Non ho idea di cosa tu stia parlando, e forse nemmeno tu…

    Manager: Bisogna analizzare il problema sotto tutti i punti di vista.
    Traduzione: Il grande capo è convinto che si tratta di un’ottima idea.

    Manager: Seguiremo la metodologia più corretta.
    Traduzione: Si fa come dico io…

    Manager: Il “total cost of ownership” è un problema significativo per il desktop computing.
    Traduzione: Vogliamo tutti i vantaggi e nessuno dei costi.

    Manager: Dobbiamo sfruttare le nostre risorse.
    Traduzione: Devi lavorare durante il weekend.

    Manager: Vogliamo che tu sia il leader di questo progetto.
    Traduzione: Voglio qualcuno che si faccia carico dei miei errori.

    Manager: Dobbiamo essere più orientati al marketing.
    Traduzione: Dobbiamo dimenticarci dell’etica professionale.

    Manager: Sono contento che tu me lo abbia chiesto.
    Traduzione: Abbiamo un’ottima risposta per questa domanda.

    Manager: Ho visto che hai convolto i tuoi colleghi nella proposta.
    Traduzione: Da solo, non saresti mai riuscito a fare una cosa così stupida.

    Manager: Il nostro business sta attraversando una fase di cambiamento epocale.
    Traduzione: Non abbiamo idea di quello che abbiamo fatto fino a oggi, ma in futuro faremo qualcosa di completamente diverso.

    Manager: A valore aggiunto.
    Traduzione: Più caro.

    Manager: Vogliamo fornire un prodotto di qualità.
    Traduzione: Il prodotto arriverà in ritardo e sforerà il budget.

    Manager: Il sistema deve essere flessibile.
    Traduzione: In realtà, non sappiamo cosa vogliamo.

    Manager: Empowerment (sostantivo)
    Traduzione: La possibilità di accusare un collaboratore dei propri errori.

    Manager: Non dico di no, ma non dico nemmeno di si.
    Traduzione: No.

    Manager: Apprezzo la tua idea, e penso che possa tornare utile in futuro.
    Traduzione: Dimenticala in fretta.

    Manager: Le iniziative della nostra divisione avranno successo solo se riusciremo a collaborare con il resto dell’azienda, gestendo le relazioni tra le diverse organizzazioni e sfruttando al massimo le sinergie con le altre risorse.
    Traduzione:Dobbiamo trovare un centro di costo su cui scaricare le nostre spese.

    Manager: Un’idea intrigante, che merita un’ulteriore analisi da parte del management.
    Traduzione: No.

    Manager: Abbiamo imparato la lezione, e non ripeteremo l’errore.
    Traduzione: Per favore, evitiamo di parlare di questo problema.

    Manager: Per risolvere questo problema, ci vuole buon senso.
    Traduzione: Dovete pensare come me.

    Manager: Le persone sono la nostra risorsa migliore.
    Traduzione: I dipendenti sono la più grossa tra le voci di spesa.

    Manager: Capisco che sei sovraccarico. Per aiutarmi ad aiutarti, tieni un diario giornaliero di tutto quello che fai, e di quanto tempo hai bisogno per ogni attività. In questo modo, cercherò di darti i miei suggerimenti.
    Traduzione: Se hai tempo di scrivere questa lista, non sei abbastanza carico. Se non hai tempo, almeno ti togli di torno.

    Manager: Questo incarico è un’ottima opportunità professionale per te.
    Traduzione: E’ un lavoro di merda che nessuno vuole fare.

    Manager: Questo è il progetto di maggior successo a cui ho mai partecipato!
    Traduzione: Il report è piaciuto a tutti. Ancora meglio, l’azienda ha cambiato strategia prima della sua conclusione.

    Manager: Stiamo prendendo in considerazione diversi approcci innovativi.
    Traduzione: Non abbiamo assolutamente idea di quello che dovremmo fare.

    Manager: Il team di progetto ha lavorato coscienziosamente e ha fatto notevoli progressi.
    Traduzione: Il progetto è in ritardo sul programma.

    Manager: Abbiamo bisogno di un piano strategico, qualcosa di livello più alto.
    Traduzione: Non riesco a comprendere i dettagli, per cui non devono essere importanti…

    Manager: La nostra proposta offre opportunità uniche agli impiegati e ai clienti.
    Traduzione: Opportunità per gli impiegati: lavorare di più. Per i clienti: spendere di più.

    Manager: Siamo diversi.
    Traduzione: Siamo troppo pigri per studiare cosa fanno i concorrenti.

    Manager: Ho analizzato la situazione, e quello che ho scoperto mi preoccupa.
    Traduzione: Mi spiace che tu abbia scoperto che te lo stavamo mettendo nel …

    Manager: Mi piacciono le tue idee.
    Traduzione: Utilizzerò le tue idee come fossero le mie.

    Manager: E’ uno standard di settore.
    Traduzione: Non abbiamo idea del motivo per cui lo facciamo in questo modo.

    Manager: E’ in fase di sviluppo.
    Traduzione: Non ci abbiamo mai pensato… e avremmo dovuto farlo.

    Manager: Hai il mio totale supporto.
    Traduzione: Se qualcosa va storto, noi non ci conosciamo.

    Manager: Anche se non possiamo prevedere quello che succederà in futuro, continiamo a puntare alla crescita e alla creazione di opportunità per i nostri collaboratori. Il nostro obiettivo è quello di legare la crescita a iniziative per il recupero della produttività, in modo tale da evitare le riduzioni di personale che spesso risultano dagli aumenti di efficienza.
    Traduzione: Ringrazia di avere ancora un posto di lavoro.

    Manager: Ne siamo perfettamente coscienti.
    Traduzione: Speravamo che la persona che ha sollevato il problema se ne fosse dimenticata con il passare del tempo.

    Manager: E’ una soluzione innovativa.
    Traduzione: Non lo abbiamo mai fatto in questo modo, per cui - se non funziona - non conosco né te né il progetto.

    Manager: Facciamo la stessa cosa, ma in modo diverso.
    Traduzione: Abbiamo completamente cambiato idea.

    Manager: La buona notizia è che il sistema è flessibile. La cattiva notizia è che il sistema è flessibile.
    Traduzione: Il sistema non fa assolutamente quello che dovrebbe fare. In realtà, non abbiamo ancora capito cosa fa.

    Manager: Questo succede una volta ogni morte di papa.
    Traduzione: Ci pensiamo quando uno dei nostri grandi clienti solleva il problema.

    Manager: Non sono previste modifiche al team di management.
    Traduzione: Siamo alle coltellate in corridoio.

    Manager: Le tue affermazioni sono emotive e immature.
    Traduzione: Non sono d’accordo, e sono il tuo capo.

    Manager: Adotta un modello di business diverso dal suo predecessore.
    Traduzione: Tieni la testa bassa fin quando non hai capito da che parte tira il vento.

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  • Milano: un tripudio

    Milano è la metropoli europea con la peggiore qualità della vita, ed è anche la più cara.

    Bella soddisfazione…

    Sembra però che sia una delle migliori per “accessibilità aeroportuale”. La domanda sorge spontanea: i ricercatori viaggiano solo in treno?

    Se eliminiamo il traffico, però, ignorando il fatto che abbiamo i peggiori mezzi pubblici d’Europa (il che spiega perché andiamo tutti in moto o in macchina), riusciamo a guadagnare una posizione…

    Un tripudio…

    Si ringraziano i sindaci Albertini, Formentini, Borghini, Pillitteri, Tognoli e Aniasi, che hanno guidato la città da quando - nel settembre del 1968 - io mi sono trasferito a Milano, perché - con la loro insipienza - hanno dato un senso compiuto ai classici discorsi da bar del “si stava meglio…”.

    Forse, che le cose stavano peggiorando lo si doveva capire dal fatto che da Milano se n’è andata anche la nebbia…

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  • La notizia

    Cos’è una “notizia”?

    Questa è una vecchia domanda. La vecchia risposta è “se il cane morde l’uomo, non è una notizia, se l’uomo morde il cane, è una notizia”. Oggi, la risposta più appropriata è la seguente: “la notizia è qualsiasi cosa definita come tale dal giornalista”.

    Naturalmente, il modo migliore per determinare cosa costituisce una “notizia” è quello di analizzare quello che scrivono i giornalisti. Oltre alla necessità di essere “newsworthy” (letteralmente, avere il valore di notizia), i comunicati stampa devono includere alcuni elementi di base che aiutano a farli considerare tra quelli papabili di pubblicazione.

    • Razionale: Ci deve essere un motivo per la distribuzione del comunicato stampa, che deve rispondere a due domande: 1) “Qual è la novità?” e 2) “E allora?”. Posto in un altro modo, l’argomento del comunicato stampa deve essere interessante per i lettori della testata. La mancanza di interesse è sufficiente per far finire il comunicato stampa nel cestino.
    • Focus: Ciascun comunicato stampa deve parlare di un unico argomento. La mancanza di focus, il parlare di più argomenti, è una garanzia di disinteresse da parte dei giornalisti.
    • Fatti: Per un giornalista, i “fatti” sul prodotto o servizio argomento del comunicato stampa sono di grande importanza: il chi, cosa, dove, quando, come e perché dell’annuncio. Essi hanno precedenza assoluta sulle dichiarazioni, quasi sempre inutili, che caratterizzano moltissimi comunicati stampa.
    • Nessuna esagerazione: I comunicati stampa dovrebbero essere immuni da esagerazioni inutili. Anche i giornalisti meno esperti, infatti, sono in grado di individuare le frasi iperboliche, che li possono far sospettare della validità dell’intero prodotto. Quindi, evitate le tentazioni e aggiungete…
    • Dichiarazioni che arricchiscono: Inserite delle dichiarazioni, ma solo quelle che hanno un significato. “Pensiamo che questo sia il miglior prodotto della sua categoria”, non dice molto. Al contrario: “Questo prodotto ci permetterà di aumentare del 20% il nostro fatturato annuo” aggiunge qualcosa alla storia fornendo delle proiezioni importanti che aiutano a contestualizzare l’annuncio in termini di risultati economici. La regola per le citazioni, quindi, è quella di evitare i superlativi che hanno l’unico scopo di soddisfare l’ego di qualche manager.
    • Poco gergo: Ogni settore, da quello bancario a quello astronautico, ha il proprio gergo. I giornalisti che si occupano del settore potrebbero comprendere il gergo, ma potrebbero anche non comprenderlo. Quello che è certo, è che solo pochi tra i lettori conoscono il gergo, per cui è opportuno basare il glossario dei termini sul minimo comun denominatore.
    • Descrizione dell’azienda: Così come i giornalisti non sono tenuti a conoscere il gergo del settore, non è nemmeno detto che conoscano l’azienda, le sue attività e/o i suoi prodotti. Per questo motivo, un breve descrizione - che viene chiamata in gergo “boilerplate” o “finalino” - è il modo migliore per concludere un comunicato stampa e posizionare l’azienda nel modo in cui vuole essere riconosciuta sul mercato.
    • Cura di grammatica e sintassi: Chiedete a un giornalista di descrivere la “qualità” media dei comunicati stampa che riceve, e otterrete invariabilmente come risposta uno sguardo tra lo sconsolato e il disperato. E come se non bastasse, oltre agli errori di grammatica e di sintassi, i “professionisti” della comunicazione infarciscono i comunicati stampa di errori di stile, come i nomi delle aziende in lettere maiuscole.
    • Brevità: Un comunicato stampa non è un libro, per cui deve essere scritto come l’articolo di un giornale: breve e conciso. Anche i paragrafi devono essere brevi, meglio ancora se di una sola frase. Nel complesso, un comunicato stampa non dovrebbe mai superare le due pagine, compreso il finalino e i riferimenti per le informazioni (che vanno sempre in fondo al testo, al contrario di quello che succede nei paesi anglosassoni).
    • Titolo: Il titolo è un componente fondamentale del comunicato stampa, perché sintetizza i contenuti del testo che segue. Spesso, la valutazione di un comunicato stampa - ovvero, se vale la pena leggerlo tutto e magari utilizzarlo - viene basata solo sul titolo.
    • Tono: I comunicati stampa delle aziende di successo sono chiari, diretti, concisi e privi di esagerazioni. Così come qualsiasi altro strumento di marketing e comunicazione, essi dimostrano la competenza dell’azienda che li ha emessi.

    A proposito, la competenza…

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  • L’Italia in copertina

    Beppe Grillo ha dedicato un post all’articolo di copertina dell’Economist, sulla situazione economica dell’Italia, il vero malato d’Europa.

    economist 1.jpg

    Beppe Grillo riporta alcuni passi dell’articolo, di cui mette a disposizione dei lettori la traduzione completa.

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  • Competenza

    “Questo riconoscimento dimostra il nostro successo come esperti di soluzioni verticali, capaci di risolvere le sfide più importanti per il successo dei clienti”.

    Trattenere il fiato e rileggere. Qui non si tratta di andare a cercare i componenti canonici della notizia: chi cosa dove quando perché e come. Qui si tratta di un vaniloquio privo di senso. Vorrei conoscere l’agenzia di relazioni pubbliche che ha licenziato il comunicato stampa che conteneva questa frase.

    Molti hanno scritto che il problema sta nei comunicati stampa, che - con l’arrivo di internet - hanno perso gran parte della loro funzione. Personalmente, non sono d’accordo. Il problema sta nella competenza. Scarsa competenza, scarsa capacità, o - come spesso succede - nessuna competenza, nessuna capacità.

    Negli ultimi due anni, mi è capitato più volte di incontrare aziende che effermavano di essere soddisfatte della loro agenzia di relazioni pubbliche: “cifre alla mano”. Cifre elaborate dalla stessa agenzia con l’obiettivo di dimostrare non tanto il proprio valore in termini assoluti (se la rassegna stampa è due volte quella del proprio concorrente diretto, c’è poco da sfogliar verze) quanto la misura dei condizionamenti e delle eccezioni che non avevano consentito all’agenzia stessa di ottenere la copertura attesa dall’azienda.

    “Ci hanno spiegato che, con gli annunci che abbiamo fatto, non potevamo proprio ottenere di più di quei pochi articoli che sono riusciti a far uscire”. Di provare un’alternativa non se ne parla, nemmeno se questa alternativa dimostra - “cifre alla mano”, ma cifre vere - che in un anno si riesce a crescere anche del 500%, e l’anno successivo di un altro 150%. Il segreto: la competenza.

    Cerchiamo di analizzare il processo che dovrebbe utilizzare un’agenzia di relazioni pubbliche. Si incomincia rispondendo a tre domande:

    1. Qual è il mercato di riferimento
    2. Qual è il prodotto
    3. Qual è il valore del prodotto sul mercato di riferimento

    Il mercato

    Il mercato è composto dai giornalisti e dagli analisti che scrivono di un’azienda o di un prodotto, aumentandone la visibilità presso gli utenti finali. I giornalisti e gli analisti hanno poco tempo per giudicare la validità delle notizie distribuite dalle aziende, per cui sono spesso costretti a fidarsi della fonte, che è quasi sempre l’agenzia di relazioni pubbliche. Inoltre, sono più portati a pubblicare le notizie scritte in modo tale da poter essere copiate e incollate direttamente all’interno del loro testo piuttosto che riscritte. Il tempo è tutto.

    Il prodotto

    Il prodotto è l’informazione, la cui forma e il cui contenuto sono personalizzati per ciascun cliente. Anche un’attività di media relation di buona qualità richiede un processo di personalizzazione: i giornalisti delle testate business devono ricevere solamente le notizia di tipo istituzionale, e gli analisti di prodotto devono ricevere i white paper solo sui prodotti di cui si occupano. E ciascuno vuole i contenuti nel formato che preferisce: alcuni vogliono i documenti come attachment, altri i fax.

    Il valore

    Il valore principale sta nell’efficienza. La risorsa personale più scarsa è il tempo, e viene consumata quasi esclusivamente per due attività: la ricerca e la scrittura, sia che si tratti di un articolo settimanale sia di uno studio di mercato. Quando inviamo qualcosa a un giornalista o un analista, possiamo caricarli o scaricarli di lavoro, a seconda del fatto che quello che gli inviamo sia meritevole di fiducia ed elimini il processo di ricerca e controllo delle fonti.

    Giornalisti e analisti vogliono poter utilizzare il materiale che gli viene inviato all’interno delle proprie opere, con una semplice operazione di taglia e incolla. Questo significa che gli deve essere inviato del materiale scritto in modo professionale, che un professionista può utilizzare così com’è.

    Un buon prodotto ottiene buoni risultati

    Questo è vero sia online che offline. E non sono solo i comunicati stampa privi di contenuti a dimostrare mancanza di sensibilità verso il mercato. Sono pochi, per esempio, i siti web che hanno un’area riservata per i giornalisti e gli analisti che scrivono dell’azienda.

    Forse qualcuno pensa che un giornalista si fermi per accedere a un sito web e leggere i comunicati stampa, compresi quelli vecchi di mesi o addirittura di anni. La spedizione del materiale nel formato corretto può essere fatta rapidamente: basta chiedere il formato preferito da ciascuno. Sviluppare una relazione di fiducia con tutti gli interlocutori richiede tempo.

    Il successo di un’agenzia di relazioni pubbliche si misura con la quantità e la qualità di relazioni che è in grado di stabilire. Quando un giornalista o un analista chiama, sono abbastanza veloci nel rispondere? Sono in grado di proporre interviste, opinioni, risorse alternative? Ovviamente, una forma di misurazione è anche l’aumento della copertura da parte dei giornalisti e degli analisti.

    Come vedete, il processo non è così complicato. Basta conoscere il mercato e il modo migliore per raggiungere ciascuno dei suoi membri, cercando di costruire un rapporto di fiducia attraverso la distribuzione del prodotto giusto, nel modo giusto per le esigenze di ciascun individuo. Basta evitare di distribuire parole come si spargono i granelli di sale sull’arrosto, sperando che alcuni di essi rimangano attaccati e diano un po’ di sapore alla nostra pietanza.

    Basta conoscere il proprio mestiere…

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    Città o campagna: ci va comunque male

    Da una serie di studi medici effettuati nel Regno Unito e in Svezia, risulta che:

    1. Se usi il telefono cellulare in campagna, sei più esposto al rischio di tumore del cervello perché le radiazioni sono più forti a causa del segnale generalmente più debole
    2. Se usi il telefono cellulare in città, il rischio di tumore al cervello non aumenta rispetto alla media, mentre aumenta - a causa della qualità dell’aria e della vita - il rischio di tumore ai polmoni, al fegato e all’intestino

    Bella schifezza…

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  • C’è da essere ottimisti?

    Michael Mandel, Chief Economist di BusinessWeek, scrive nel suo blog Economics Unbound che gli sembra “di rivivere il 1996″, quando i quotidiani parlavano di crescita dell’indebitamento da parte delle famiglie e di stagnazione dei salari, e poi si è assistito a quattro anni di crescita sfrenata dei salari e dell’economia in generale.

    Mandel, in genere, ha un fiuto particolare che gli permette di cogliere in anticipo l’andamento dell’economia, nel bene e nel male: nel 1999, quando tutti cantavano i peana di internet, ha scritto un libercolo che si intitolava più o meno così: “L’imminente crollo di internet e la crisi dell’economia”, anticipando - per filo e per segno - quello che sarebbe successo due anni dopo.

    Speriamo che abbia ragione anche questa volta…

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  • Un lutto per l’umanità

    Las Vegas è nata nel maggio del 1905 per ospitare gli operai, molti dei quali italiani, che stavano costruendo la ferrovia da Salt Lake City a Los Angeles. Sono quasi certo che, se avessero saputo cosa stavano combinando, avrebbero preferito la fame alla nascita di uno tra i luoghi più brutti e inutili della terra, quello dove i difetti del genere umano avrebbero trovato il proprio luogo di elezione.

    Quel che è peggio, Las Vegas continua a crescere con la costruzione di altri monumenti all’inutilità, come il Wynn, un albergo con 2.716 stanze e un parco con campo da golf e collina artificiale alta sessanta metri. Questo boom sta trasformando la città in una metropoli: ogni mese, circa 7.000 persone (totalmente prive di cervello) si trasferiscono a Las Vegas, attirate dai campi di golf e dalla mitezza del clima. La città ha visto il più grosso aumento dei prezzi immobiliari negli ultimi tre mesi del 2004, con un balzo in avanti del 47% rispetto all’anno precedente.

    A Las Vegas sono in via di approvazione proposte per costruire 150 grattacieli residenziali, molti dei quali con appartamenti del costo di un milione di dollari. Ormai, lo spazio pianeggiante scarseggia, e questo - come a Manhattan - spinge i prezzi al rialzo.

    Il gioco resta alla base del boom: i casinò sono il principale datore di lavoro e la principale attrazione per i visitatori (37 milioni nel 2004, che hanno “buttato” - nel peggiore dei modi - 33 miliardi di dollari).

    Continuo a essere convinto che il gioco dovrebbe essere proibito per legge, ovunque (quindi, anche all’interno delle case private). E che il deserto del Nevada dovrebbe tornare agli scorpioni e ai crotali, anche se quelli che lo popolano oggi non sono molto diversi…

    E se pensate che la mia posizione sia un po’ estrema, guardate il pomposo elenco dei 10 record che appartengono a Las Vegas (dal sito ufficiale della città:

    1. La più grande statua di bronzo di un animale: il leone, alto 15 metri e pesante 40 tonnellate, che si trova di fronte all’ingresso dell’hotel MGM Grand (dove MGM sta per Metro Goldwin Mayer).
    2. Il più grande negozio di orologi del mondo: Tourneau Time Dome all’interno dei Forum Shop del Caesar’s Palace, che ha una superficie di oltre 1.500 metri quadrati, e vende 8.000 modelli diversi di oltre 100 produttori.
    3. La più grande scultura di vetro del mondo: Fiori di Como, creata dallo scultore Dale Chihuly di Seattle, appesa al soffitto della lobby dell’hotel Bellagio, lunga 22 metri e larga 10 (il livello culturale di Las Vegas è testimoniato dal fatto che il sito ufficiale della città spiega che il nome Bellagio è ispirato a un “albergo” sul Lago di Como in Italia).
    4. Il maggior numero di fontane in un albergo: le oltre 1.000 fontane - progettate da WET Design - all’interno del lago artificiale del Bellagio, che sparano acqua a circa 70 metri di altezza, accompagnate da suoni e luci.
    5. La pepita più grande: l’hotel Golden Nugget ospita la Hand of Faith, che pesa oltre 30 chili, e proviene dalla città di Wedderburn in Australia.
    6. La più lunga partita di Telephone: il record di partecipanti per una partita di questo gioco, in cui ciascun giocatore bisbiglia nell’orecchio del successivo una frase, che viene stravolta al termine della fila, è stato superato il 6 gennaio 2004 all’hotel Harrah’s, con 614 persone (la frase di partenza era “Mac King is a comedy magic genius” e quella finale “Macaroni cantaloupe knows the future”).
    7. La più alta fontana di cioccolato: la pasticceria Jean-Philippe ospita una fontana di cioccolato fuso alta circa 4 metri, progettata dal pasticcere capo Jean-Philippe Maury e dallo studio di architettura Norwood and Antonia Oliver Design, che utilizza quasi 2 tonnellate di cioccolato fondente, al latte e bianco, che scorrono al ritmo di 30 litri al minuto.
    8. Il belvedere più alto: la Stratosphere Tower, alta più di 330 metri, è il belvdere più alto degli Stati Uniti, e l’edificio più alto a est del Mississippi River.
    9. La luce più potente del mondo (e uno dei tre edifici costruiti dall’uomo visibili dallo spazio): il raggio del Luxor è composto da dozzine di lampade allo Xenon, ciascuna della potenza di 7.000 watt (per un totale di 315.000 watt), che costano 1.200 dollari l’una e durano 2.000 ore.
    10. La più grande vincita alle slot machine: il 21 marzo 2003 uno sviluppatore software venticinquenne di Los Angeles ha vinto quasi 40 milioni di dollari con una puntata di 100 dollari alla Megabuck dell’Excalibur Hotel.

    Non mi sembra che la conquista di nessuno di questi record richieda la presenza del cervello (avendo visto anche le sculture e la fontana di cioccolato, nemmeno quella del buon gusto). C’è di che essere orgogliosi di vivere a Las Vegas…

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  • PR e trasparenza

    Il blog aziendale è uno strumento di relazioni pubbliche, in quanto crea una relazione gestita tra l’azienda e/o un suo esponente e un pubblico che, per il solo fatto di leggere il blog, manifesta la volontà di mantenere in vita questa relazione. I blog non usano il linguaggio e gli strumenti della comunicazione istituzionale, anche se ne fanno parte a pieno titolo in quanto contribuiscono a creare un clima positivo intorno all’azienda. E’ la forza della trasparenza, uno strumento che le aziende non considerano tale a causa di un’errata concezione delle relazioni pubbliche, secondo la quale la verità non è un valore assoluto.

    E invece, la trasparenza - soprattutto dopo l’arrivo di internet, e della sua incredibile capacità di far circolare le informazioni - è uno strumento di comunicazione importante, capace di accelerare sia la costruzione sia la distruzione della reputazione di un’azienda.

    Spesso, le relazioni pubbliche vengono accusate di “offuscare” lo schermo della comunicazione. Se questo accade, a parer mio si tratta di cattivi professionisti, perché una comunicazione trasparente è sempre e comunque positiva, indipendentemente dal fatto che il soggetto sia una persona, un’azienda o un’istituzione. Ovviamente, questo non significa mettere in pubblico tutto quello che succede, di positivo e di negativo, ma significa piuttosto non nascondere nulla (tra le due cose c’è una grossa differenza).

    In questo senso, i blog possono diventare un importante strumento di relazioni pubbliche. E’ necessario però che la comunicazione venga tolta dalla giurisdizione di figure come i legali e i responsabili finanziari, e venga affidata a un professionista capace di gestire i maggiori rischi che derivano dall’uso della trasparenza e di trasformarli in vantaggi.

    Microsoft, per esempio, sta traendo grandi vantaggi dalla popolarità del blog di Robert Scoble, meglio conosciuto come Scobleizer, che unisce tirate positive - false lontano un miglio, ma tutte giocate sull’orgoglio della tecnologia “made in US” - per i gruppi che sviluppano i diversi software a interventi critici addirittura nei confronti di Steve Ballmer, CEO dell’azienda. Una grande operazione di marketing.

    I manuali di relazioni pubbliche non prevedono regole per la gestione dei blog aziendali, e nemmeno per la gestione del concetto di trasparenza nella comunicazione. Quelle che seguono sono alcune semplici regole di buon senso, che possono aiutare nella costruzione di un processo di comunicazione online basato su più canali, tra cui quello ormai fondamentale dei blog.

    1. Fermati e pensa

    Quello che scrivi, potrebbe essere letto da qualcuno che ha a che fare con la tua azienda: un collega, attuale o futuro, un cliente, un prospect, un giornalista, un investitore, un partner, un fornitore, un direttore di banca, eccetera, eccetera.

    2. Scrivi di cose già note

    Non rivelare informazioni riservate, nemmeno in modo indiretto, attraverso riferimenti incrociati o allusioni. Ricorda che il concetto di “off the record” non esiste, e anche se pensi che il tuo blog venga letto solo dai dodici lettori di manzoniana memoria ricorda sempre che Google dispone della tecnologia per trovarti, e ti troverà.

    3. Ricorda, tu sei l’azienda

    Indipendentemente dalle dichiarazioni presenti sul sito, come “le considerazioni personali espresse in questo blog non sono necessariamente quelle dell’azienda”, i lettori penseranno comunque che tu stai esprimendo una posizione vicina a quella dell’azienda stessa, a maggior ragione se sei uno tra i top manager o addirittura il principale esponente.

    4. Sii sincero

    I lettori del blog fiutano le bufale in un nanosecondo. Se stai pensando a un blog che serva unicamente a promuovere la tua azienda, non incominciare nemmeno: i blog non sono veicoli per il linguaggio pubblicitario, ma luoghi per esprimere opinioni autentiche e per costruire relazioni migliori con i tuoi interlocutori, ma tutto questo funziona solamente se è basato sulla fiducia.

    La genuinità non è facile da definire, ma i lettori dei blog sanno come individuarla. Per essere genuini, bisogna essere se stessi, mostrare se stessi, definire i propri confini.

    5. Rispetta i canali

    Se il tuo blog attira dei lettori, ti troverai ben presto a scambiare le tue opinioni con chi le condivide e chi le combatte, attraverso i commenti sul tuo blog, gli e-mail, oppure gli interventi sugli altri blog, che fanno riferimento a uno dei tuoi post. Rispetta le opinioni degli altri, e gli altri rispetteranno le tue.

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