Ho letto con interesse gli interventi di tutti coloro che hanno offerto un’interpretazione dell’acquisizione di Macromedia da parte di Adobe. Mi spiace dirlo, ma non c’è nessuno - nemmeno negli Stati Uniti - che sia andato a ritroso nella storia delle due aziende per comprendere come si sia arrivati alla situazione attuale, e per offrire degli elementi utili per l’analisi di quello che sta succedendo e di quello che succederà. E dire che stiamo parlando di due tra le più vecchie software house nel mondo del PC, con due storie parallele ma profondamente diverse: Adobe ha sempre sviluppato le tecnologie innovative al proprio interno, Macromedia - con l’eccezione di Director - le tecnologie innovative le ha sempre “comprate” insieme alle aziende.
Ho lavorato, come consulente, dodici anni consecutivi per Macromedia e otto anni consecutivi per Adobe, tra il 1988 e il 2002 (per un lungo periodo, quindi, ho lavorato contemporaneamente per entrambe, quando non erano concorrenti). Sono due aziende molto diverse, che non riusciranno a convivere se non con grandi difficoltà. Io credo che Adobe sia interessata soprattutto a Flash, l’unico standard grafico “de facto” che non è nato a Mountain View, e forse a Dreamweaver, l’unico programma professionale per l’editing dei siti. Tutto il resto, a partire da FreeHand, che aveva dovuto vendere proprio a Macromedia dopo l’acquisizione di Aldus, verrà probabilmente “gestito” ma non sviluppato.
Sotto certi punti di vista è un peccato, sotto altri era probabilmente una conclusione inevitabile.