Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
22 Apr
Ho letto con interesse gli interventi di tutti coloro che hanno offerto un’interpretazione dell’acquisizione di Macromedia da parte di Adobe. Mi spiace dirlo, ma non c’è nessuno - nemmeno negli Stati Uniti - che sia andato a ritroso nella storia delle due aziende per comprendere come si sia arrivati alla situazione attuale, e per offrire degli elementi utili per l’analisi di quello che sta succedendo e di quello che succederà. E dire che stiamo parlando di due tra le più vecchie software house nel mondo del PC, con due storie parallele ma profondamente diverse: Adobe ha sempre sviluppato le tecnologie innovative al proprio interno, Macromedia - con l’eccezione di Director - le tecnologie innovative le ha sempre “comprate” insieme alle aziende.
Ho lavorato, come consulente, dodici anni consecutivi per Macromedia e otto anni consecutivi per Adobe, tra il 1988 e il 2002 (per un lungo periodo, quindi, ho lavorato contemporaneamente per entrambe, quando non erano concorrenti). Sono due aziende molto diverse, che non riusciranno a convivere se non con grandi difficoltà. Io credo che Adobe sia interessata soprattutto a Flash, l’unico standard grafico “de facto” che non è nato a Mountain View, e forse a Dreamweaver, l’unico programma professionale per l’editing dei siti. Tutto il resto, a partire da FreeHand, che aveva dovuto vendere proprio a Macromedia dopo l’acquisizione di Aldus, verrà probabilmente “gestito” ma non sviluppato.
Sotto certi punti di vista è un peccato, sotto altri era probabilmente una conclusione inevitabile.