Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
10 Apr
Se riuscite a rispondere alla maggior parte di queste domande, riuscirete anche a scrivere un comunicato stampa:
10 Apr
Qual è il futuro dell’industria dell’informazione? Se lo chiede un report della Carnegie Corporation of New York, che offre alcune provocazioni interessanti.
Il “consumo” di notizie e di informazioni sta cambiando, e il futuro dell’industria viene messo in discussione dal fatto che i giovani non utilizzano più le fonti tradizionali ma si affidano a portali Internet, chat e blog, telefoni cellulari e instant messaging. Allo stesso tempo, il “giornalismo dei cittadini” basato sui blog sta cambiando la natura di chi produce le notizie.
La ricerca Carnegie ha l’obiettivo di individuare le modalità di raccolta e accesso alle notizie degli individui di età compresa tra 18 e 34 anni, oggi e in futuro. Per chi lavora nell’industria dell’informazione, si tratta di tendenze in un certo senso preoccupanti, mentre per chi appartiene alla comunità dei blogger e dei new media si tratta di un’opportunità importante.
Gli individui tra i 18 e i 34 anni affermano di voler aumentare l’uso di Internet come principale fonte di notizie, e di utilizzare sempre di meno i quotidiani. La televisione locale (che negli Stati Uniti corrisponde alla televisione dei singoli Stati) è la fonte di notizie più utilizzata, e viene vista da più del 70% di questi individui almeno una volta alla settimana e dalla metà almeno tre volte alla settimana. I gruppi che la guardano di più sono le donne e le classi con il reddito più basso.
La seconda fonte di notizie è Internet, che è la prima tra gli uomini, le classi più ricche e gli utenti che dispongono di una connessione a banda larga. I portali come Yahoo.com e MSN.com, che offrono un canale di notizie aggiornato in tempo reale, sono le fonti più citate, e vengono utilizzati dal 44% del campione almeno una volta al giorno.
Misurata in base all’uso quotidiano, la TV locale è al secondo posto con il 37%, seguita dai siti dei network televisivi con il 19%, dai quotidiani sempre con il 19%, dalle TV via cavo con il 18% e dalle reti nazionali con il 16%. Internet è largamente davanti agli altri media tra i giovani.
Secondo la ricerca Magid, i giovani consumatori affermano che Internet è “il mezzo più utile per imparare” con un margine del 26% (41 contro 15) rispetto alla TV locale, seconda classificata. Inoltre, il 49% dichiara che Internet fornisce le notizie “solo quando lo voglio” (un fattore di estrema importanza per questo gruppo di età) verso il 15% per la TV locale.
Questo pubblico, i nuovi consumatori e i leader di una società moderna e complessa, sta abbandonando la notizia così com’è stata concepita per anni, ed è sempre più chiaro che un gran numero di questi individui non tornerà mai più ai quotidiani e ai notiziari dei canali televisivi nazionali.
Per le informazioni più aggiornate, i giovani non si affidano al quotidiano del giorno consegnato sulla porta di casa o al telegiornale nazionale consumato in famiglia all’ora di cena. Essi, così come altri gruppi, vogliono le notizie “on demand”, quando ne hanno bisogno. E, affermano gli esperti, in questo nuovo mondo del giornalismo i giovani vogliono un coinvolgimento personale, e vogliono che coloro che presentano le notizie siano trasparenti nelle loro considerazioni e nel loro orientamento. E non potrebbe essere diversamente, visto che l’età media dei lettori dei quotidiani è 53 anni, ed è più o meno la stessa degli ascoltatori dei notiziari televisivi.
“Nella maggior parte dei casi, le principali aziende nel settore dell’informazione hanno chiuso un occhio di fronte a quello che stava succedendo, perché era una sfida e perché avrebbero dovuto affrontare dei cambiamenti radicali”, afferma Rusty Coats, Director of New Media di Minnesota Opinion Research, Inc. (MORI). Per anni, esse si sono illuse sulla base dei dati storici, che in genere affermavano che i cittadini più anziani finivano con il leggere il quotidiano locale perché era quello che meglio degli altri rappresentava i loro interessi.
Tra il 1972 e il 1998, la percentuale delle persone di età compresa tra 30 e 39 anni che leggeva un quotidiano tutti i giorni è crollata dal 73 al 30%. E nei tre anni che passano dal 1997 al 2000, la percentuale dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni che affermavano di leggere il quotidiano del giorno prima è diminuita del 14%, secondo la Newspaper Association of America.
In Europa, Vodafone offre Vodafone Live!, con i notiziari delle stazioni televisive ITN nel Regno Unito, N24 in Germania, Rai News in Italia ed El Mundo in Spagna.
Il modo in cui i responsabili delle notizie interagiscono con le modalità di fruizione delle notizie stesse - sotto forma di un’immagine, un instant message, un SMS, una storia su un portale Internet o un quotidiano afferrato di corsa mentre si sale sulla metropolitana - la dice lunga sul futuro delle notizie.
La storia suggerisce di adattare il “prodotto” notizia alle esigenze dei tempi e delle generazioni. Per esempio, le notizie di economia erano trascurate dalla maggior parte dei quotidiani fino agli anni ‘80 e ‘90, mentre oggi ricevono una grande attenzione. Il problema maggiore, però, sta nell’opportunità di modificare l’approccio alle notizie: il racconto può cambiare con l’aggiunta di maggiore interattività e la partecipazione dei cittadini, e l’utilizzo di musica, grafica e animazioni?
L’evoluzione verso questa nuova forma di notizia è stata accelerata dagli sviluppi - inattesi - della campagna elettorale 2004 per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, che ha fornito numerosi esempi: sia John Kerry che il Presidente George W. Bush hanno utilizzato Internet come componente strategico della propria attività di raccolta fondi e di relazioni pubbliche indirizzate ai giovani. Pew Internet and American Life Project ha rilevato che tra le persone di età compresa tra 18 e 34 anni con accesso veloce alla rete, il 40% ha dichiarato che Internet è stata la principale fonte di informazioni sulla campagna, una percentuale doppia rispetto a coloro che hanno citato i quotidiani. La stessa ricerca ha rilevato che il 21% di tutti i cittadini statunitensi ha identificato Internet come principale fonte di informazioni sulla campagna, il doppio rispetto all’elezione del 2000.
Il messaggio che arriva forte e chiaro dai blogger e dai loro lettori dice che c’è una nuova forma di giornalismo “dei cittadini” che coinvolge coloro che sono al di fuori dell’ambiente ufficiale. Nella primavera del 2004, The Bakersfield Californian ha lanciato The Northwest Voice, un settimanale della comunità e un sito Internet, i cui contenuti - nella maggior parte di casi - sono prodotti dai membri della comunità stessa e sottoposti via Internet.
Allo stesso modo, The Command Post è un sito creato da un network mondiale di blogger per contenere delle notizie e fornire dei link ad altri siti che aggiungono documentazione e informazioni.
I responsabili dei media devono concentrarsi rapidamente sulle piattaforme Internet, perché è ormai chiaro che il futuro dei quotidiani - in termini di lettori e forse anche in termini di fatturato pubblicitario - si deciderà online. E’ quindi tempo che gli investimenti degli editori sui prodotti online siano proporzionali al numero dei lettori su Internet e al tasso di migrazione verso la distribuzione digitale delle notizie, e siano accompagnati da un approccio creativo allo sviluppo di nuove iniziative.
L’industria delle notizie dovrebbe riconoscere l’importanza di quello che sta succedendo a Bakersfield e collaborare con i blogger e i giornalisti indipendenti per sperimentare nuove alleanze e nuovi prodotti. Dalle novità più semplici, come la pubblicazione dell’indirizzo e-mail di tutti i giornalisti, a quelle più complesse, come il dialogo con le fonti delle notizie e la comunità, i prodotti editoriali devono trasformarsi da distributori a integratori di contenuti, e devono raccogliere i contributi e le idee che provengono dall’esterno.
Inoltre, devono riconoscere il valore di un oggetto di tecnologia che è ormai nelle mani di tutti: il telefono cellulare.
Senza questo tipo di approccio, senza un totale ripensamento, senza una maggiore apertura alle novità, l’industria dei media - così com’è stata concepita fino a oggi - è chiaramente in pericolo. Certo, il modello di fatturato basato in gran parte sulla pubblicità tabellare e sugli annunci finanziari e di lavoro è destinato a scomparire, e la maggior parte di questo fatturato scomparirà su Internet. Uno studio afferma che il sito di annunci di lavoro gratuiti Craigslist è costato, da solo, a tutti i quotidiani dell’area di San Francisco tra i 50 e i 65 milioni di dollari di fatturato.
Una svolta è ancora possibile, ma solo per le organizzazioni che hanno voglia di investire tempo, testa e risorse nello sviluppo di un dialogo con il pubblico, e in modo particolare con quello più giovane.