Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for April 5th, 2005

Occhio ai blogger

Domenica 3 aprile, PEW Internet & American Life Project ha emesso il seguente comunicato per annunciare una nuova ricerca, che potete scaricare in formato PDF:
Più di 22 milioni di adulti Americani possiedono un iPod o un lettore MP3, e di questi il 29% ha scaricato un podcast dal Web per poter scegliere di ascoltarlo nel momento migliore. Questo significa che più di 6 milioni di adulti hanno provato questa nuova funzionalità, che permette di scaricare un file audio sul proprio lettore portatile.
Lunedì 4 aprile, Matt Croydon commenta:
Forse era meglio dire: “Circa 60 dei 208 Americani che possiedono un lettore digitale e hanno acconsentito a rispondere a delle domande sull’uso di quest’ultimo affermano di aver ascoltato un podcast”.
Martedì 5 aprile, arrivano i commenti di TechDirt, Engadget e Media Guerrilla, che conclude: “Sei milioni di americani ascoltano i podcast. Stavamo scherzando…”.
La morale: attenzione a quello che scrivete, indipendentemente dal vostro nome e dalla vostra reputazione. I blogger sono molto attenti…

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  • Il minimo comun denominatore

    Oggi, secondo Rick Edelman, la definizione delle relazioni pubbliche avviene sulla base di un minimo comun denominatore, che corrisponde ai press agent hollywoodiani degli anni quaranta e cinquanta. In questo senso, l’Italia è tristemente all’avanguardia, dato che sono ormai diversi anni che il termine “pierre” viene associato al mondo delle discoteche e non a quello della consulenza professionale.
    E’ vero, il nostro mestiere è quello delle relazioni pubbliche, per cui noi dovremmo chiamarci “errepì” e non “pierre”, ma alzi la mano - e scagli la prima pietra - chi non si è mai sentito dire, quando si è trovato a dover spiegare la propria professione: “Ma allora sei un pierre…”. Nel mio caso, in genere, segue: “Con il fisico che hai, non avrei mai detto che facevi il pierre…”.
    Secondo Rick Edelman, che è giustamente preoccupato per questa situazione (ma negli Stati Uniti sono solo rose e fiori rispetto all’Italia), il settore deve fare qualcosa per risollevarsi:
    1) Deve sviluppare nuovi leader in grado di prendere il testimone da Harold Burson e Dan Edelman (suo padre), che hanno rappresentato per decenni il punto di riferimento della professione.
    2) Deve investire nel capitale intellettuale, perché il relatore pubblico non può sostenere un ruolo da professionista se non conosce il proprio mercato e aiuta i propri clienti a fare lo stesso. Le relazioni pubbliche devono offrire risultati prevedibili e garantire un ritorno sugli investimenti.
    3) Deve sviluppare, difendere, rispettare e far rispettare un codice etico. Chi viola questo codice dovrebbe essere individuato, reso pubblico e - in qualche modo - punito.
    Scusate, ma proprio su quest’ultimo punto, pensando alla situazione del mercato italiano, mi scappa veramente da ridere… Ripristiniamo la pubblica gogna? Non sarebbe male, ma ci vorrebbe un modello, per così dire, multiutente…

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