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Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
27 Mar
Cercherò di fare un’analisi della vicenda del “Blog del Presidente”, sotto il profilo della comunicazione.
L’esordio di mercoledì 16 febbraio:
A dir la verità ci ho pensato: perché avere un sito mio? Ho sempre ritenuto molto più importante il contatto personale, reale con gli altri… in generale ma soprattutto in politica, oggi che invece si vogliono far prevalere l’immagine e i sondaggi.
Perché ormai lo hanno tutti? Troppo poco. Non è un buon motivo… anzi.
Allora? Ci ho ragionato e mi son detto che se può servire a farmi dialogare anche solo con una persona in più di quelle che posso incontrare, se può appassionare al nostro progetto anche solo una donna o un uomo in più, allora ne vale la pena…
La ripresa di domenica 27 febbrario, dopo i primi sberleffi dalla rete:
Scusate il ritardo. Giornate dense di decisioni e di fatti importanti che mi hanno assorbito completamente.
Come la nascita della Federazione dell’Ulivo. Un grande passo in avanti, politico e non solo. Da ieri, finalmente, le culture politiche che hanno fatto la Repubblica e scritto la Costituzione sono insieme in modo solido e convinto. Abbiamo tutti lavorato per questo obiettivo e adesso siamo pronti per costruire il futuro dell’Italia.
La chiusura di venerdì 25 marzo, dopo la stoccata di Mafe De Baggis:
Lavori in corso. Blog temporaneamente sospeso fino alle Regionali.
La genesi di quest’ultimo messaggio la spiega, in modo ovviamente ironico, Ciccio Bandini.
Diciamo subito che concordo con Ciccio sul fatto che l’ultimo dei tre post sia anche il più efficiente, il più allineato con il linguaggio dei blog. Ma non lo definirei come una catarsi, in attesa della resurrezione, perché - nei suo complesso - questo blog mi sembra un suicidio, perlomeno sotto il profilo della comunicazione nell’area dei new media.
Incominciamo dal titolo: il “Blog del Presidente”. Presidente di chi, please? Per quanto mi riguarda, non del sottoscritto. Se proprio si voleva utilizzare un termine di questo tipo, c’è “rappresentante”, che esprime in modo più corretto il rapporto tra votante ed eletto.
A guardar bene il mondo dei blog, però, avrei scelto qualcosa di diverso: “il Blog di Romano Prodi” oppure, per evitare l’anglicismo, “i pensieri di Romano Prodi”. Avrei evitato tutto il resto, per non cadere nella trappola delle ironie troppo facili. Ma “il Blog del Presidente” no, quello proprio non lo avrei scelto.
Passiamo poi all’esordio del 16 febbraio. Pessimo anche questo, perché dimostra che la comprensione del fenomeno dei blog è nulla: prima di tutto, il blog è un contatto personale, da uno a molti, e quindi uno strumento che dovrebbe essere adottato da un maggior numero di uomini politici. Quindi, non lo contrapporrei al contatto personale, perché è un po’ come dire: “avrei preferito parlare con te, ma siccome oggi si usa così, ho deciso che è opportuno parlare con te”. Un tempo, quelli che facevano questi discorsi si trovavano ben presto a dialogare tra loro, o alla peggio con quelli che credevano di essere Garibaldi o Napoleone…
E poi, vorrei sapere cosa c’entrano - in questo caso, ci sta proprio bene un “che ci azzeccano” - l’immagine e i sondaggi. Perché sono stati citati? Parlare a nuora perché suocera intenda (è l’unica lettura che riesco a dare) fa parte del patrimonio della politica ma non di quello dei blog. Pessimo, confermo.
Ma il bello deve ancora venire: il blog ha raggiunto il suo obiettivo anche se riesce a far dialogare il buon Romano con una sola persona in più rispetto a quelle che può incontrare… per cui, per alimentare questo dialogo, si scrive un messaggio ogni due settimane. E per produrre questo capolavoro di comunicazione si dichiara anche di averci ragionato… Un tripudio. E non aggiungo altro…
Dopo due settimane: “scusate il ritardo”… ma sono stato assorbito… Romano, quello che fai lo sappiamo tutti, perché i notiziari quotidiani non perdono occasione per raccontarci con dovizia di particolari tutte le polemiche tra maggioranza e opposizione (ormai, la politica italiana è fatta di scazzi…). Corriere e Repubblica hanno i feed RSS, per cui le notizie le leggiamo in tempo reale. E ci arrivano anche gli articoli della stampa internazionale, compresi i commenti degli opinionisti… E quello che non ci interessa lo cancelliamo. Ricorda, il tasto CANC è una tra le principali espressioni di democrazia.
Passa un mese, e il blog chiude. Una fine scontata, per uno che non aveva nulla da dire. Altrimenti, due paragrafi al giorno - dal programma, dai discorsi, dagli interventi, dai colloqui - ci potevano anche scappare. Due paragrafi sono dieci minuti, per uno che ha le idee chiare e utilizza il linguaggio della gente comune… Possono anche essere dieci ore, per uno che non ha le idee chiare e utilizza il “politichese”…