Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
21 Mar
La tecnologia è spesso difficile da spiegare in modo semplice e comprensibile a chi è privo del necessario background, ma in qualche caso le espressioni utilizzate sono talmente poco comprensibili da essere totalmente prive di significato (e questo, indipendentemente dal background). E pensare che, per evitare delle brutte figure e aumentare in modo esponenziale le opportunità di pubblicazione del comunicato stampa (perché nella maggior parte dei casi si tratta proprio di comunicati stampa), sarebbe sufficiente far rileggere il testo a una persona dotata di senso critico e soprattutto estranea al processo di redazione. Una persona, insomma, che si trova nella stessa situazione del destinatario del messaggio.
In occasione del CeBIT, la più importante fiera mondiale dell’information technology, che si è tenuta a Hannover - città della Bassa (intesa come piatta) Sassonia, caratterizzata da un clima a dir poco infame - a metà marzo, qualcuno ha provato a mettere insieme un piccolo “museo degli orrori” attingendo alle cartelle presenti in sala stampa:
Torna alla mente il gioco di parole sull’acronimo PCMCIA: Personal Computer Memory Card International Association. All’epoca della sua presentazione, erano nate diverse interpretazioni che giocavano sulla complessità della sigla, tra cui una delle più carine era “People Can’t Memorize Computer Industry Acronyms”, ovvero “la gente non può ricordare gli acronimi dell’industria dei computer”.
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