Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
17 Feb
Il Convegno Sirmi ICT 2005 ha lasciato nella platea dei presenti più di un interrogativo.
Stendiamo un velo pietoso su alcune presentazioni, prive di contenuti e soprattutto proposte dalla persona sbagliata e nel modo sbagliato, con errori di ortografia e nefandezze causate dal correttore ortografico automatico di PowerPoint. Trovo inammissibile che nel 2005 le aziende abbiano ancora così poca attenzione verso la comunicazione.
Costa di più un corso di public speaking o una figura inenarrabile di fronte a una platea qualificata? Per un responsabile finanziario, probabilmente, il primo, per l’azienda, sicuramente, la seconda.
Quelli che hanno fatto storcere più di un naso, però, sono stati gli interventi più ricchi di contenuti. Troppo orientati verso il mondo consumer, quando in passato erano completamente dedicati al settore professionale. Certamente, le percentuali di crescita e soprattutto i margini stanno parlando a favore del mondo consumer, ma credo sia necessario andare dietro alle cifre e ragionare su cosa questo significhi in termini di modello di business.
Secondo me (e secondo molti esperti statunitensi molto più illustri e competenti del sottoscritto), è successo che la maturazione di internet come strumento di comunicazione online - che si traduce in un diverso paradigma dell’informazione, ovvero in un modo diverso di informarsi e rimanere informati, con strumenti in tempo reale come i motori di ricerca, i siti di informazione, le newsletter, i blog e infine le stringhe RSS - è arrivata nel mondo consumer ed è ancora di là da venire nel settore professionale.
Il mondo B2B parla ancora oggi un linguaggio diverso da quello del mondo B2C. Le aziende sono ancora troppo occupate a guardarsi allo specchio e a chiedersi “chi ha la tecnologia (il prodotto, la soluzione) più bella del reame”? E in questo modo rimangono concentrate su un gruppetto di grandi aziende che riescono a comprendere questo linguaggio e lasciano fuori l’universo delle medie e soprattutto delle piccole aziende, che - nella maggior parte dei casi - utilizzano lo stesso linguaggio degli utenti finali.
Certo, in un mondo ideale ci dovrebbero essere degli specialisti della comunicazione che colgono questi problemi in anticipo, definiscono una strategia e individuano gli strumenti e il linguaggio più adatti per raggiungere i pubblici di riferimento. In un mondo ideale …