Maurizio Cuzari è sicuramente uno tra i maggiori esperti del mercato italiano dell’ICT. In questa veste, è stato l’unico tra gli analisti a fare previsioni corrette, dal 2000 in avanti. Nel 2003, quando tutti parlavano di ripresa, ha smorzato i toni troppo ottimistici facendo notare come l’esperienza dei precedenti cicli di crisi non permetteva di sperare - almeno per l’Italia - in un ritorno del segno positivo prima del 2005. Sono andato a rivedere la sua presentazione, che trovate sul sito Sirmi nell’area Presentazioni (è necessaria la registrazione), e devo riconoscere che le sue stime dell’epoca sono poi diventate la realtà sia nel 2003 che nel 2004.
Nel 2004, Maurizio ha passato la mano, nel senso che - probabilmente stufo di fare la Cassandra - non ha fatto le sue solite previsioni.
Oggi, così come preannunciato dal comunicato stampa, Maurizio è tornato a dare i numeri (nel senso buono del termine). Sono numeri finalmente positivi, quasi a tutto tondo (ci sono ancora alcuni settori in contrazione), e soprattutto numeri che lasciano intravedere una possibile via d’uscita dalla situazione di stagnazione che abbiamo attraversato in questi ultimi tre anni.
Particolarmente interessanti, oltre all’intervento di Maurizio, le opinioni di Roberto Donà della SDA Bocconi sul Sistema Italia, del direttore del settimanale Economy Giorgio Mulè sullo scenario economico, e di Marco Astuti della LIUC e dell’Università dell’Insubria sullo scenario d’oltreoceani (un plurale voluto) di ritorno dal solito viaggio della delegazione italiana nella Silicon Valley e al Consumer Electronics Show.
In estrema sintesi, oggi l’innovazione la fanno i singoli individui - che trascinano il mercato consumer - e non le aziende. E’ tempo che questi individui portino il loro entusiasmo e la loro capacità di innovare anche all’interno delle aziende. Soprattutto se fanno gli imprenditori. Altrimenti, come ha suggerito Donà, si facciano da parte e lascino il campo a chi ha voglia di crescere ed esplorare nuove soluzioni.

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