Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
13 Feb
I vecchi e noiosi comunicati stampa — dove le dimissioni si danno sempre “per trascorrere più tempo con la famiglia” — non sono più adatti per affrontare la maggior parte dei problemi di comunicazione, come la gestione delle “voci di corridoio” o dei commenti indipendenti.
Traduzione letterale di una frase comparsa all’interno di un articolo dell’Economist sul “fenomeno” Robert Scoble, l’uomo che è stato assunto da Microsoft per scrivere il proprio blog indirizzato al mondo degli sviluppatori software, e attribuita a Bruce Lowry, responsabile delle relazioni pubbliche di Novell.
Secondo l’articolo, il blog sta uccidendo non solo il comunicato stampa ma l’intero sistema delle relazioni pubbliche. Un argomento su cui stanno discutendo tutti i blogger statunitensi, e in particolare - com’è ovvio - quelli che lavorano nelle agenzie di RP e nelle strutture di comunicazione delle aziende.
13 Feb
Il settore delle relazioni pubbliche non sta attraversando un momento felice, se è riuscito ad arrivare, con un articolo piuttosto critico, sulle pagine del New York Times.
Interessanti, a mio modo di vedere, le affermazioni di alcuni personaggi di spicco del settore:
Brenda J. Wrigley, Professore Associato di Relazioni Pubbliche all’Università di Syracuse: “P.R. has a P.R. problem. We have to get our own house in order before we go around advising corporations what to do. We are advocates and there’s no shame in that as long as it’s grounded in ethics and values”.
Harris Diamond, Chief Executive Officer di Weber Shandwick:“At the end of the day, P.R. is about trying to communicate a message on someone’s behalf. It is very important that we have transparency in our practices. We have to give very clear guidance on where information is coming from”.
Richard Edelman, President di Edelman, la più grande agenzia di relazioni pubbliche ancora indipendente: “We’re going through a period of a huge jolt, and now more than ever we have to teach our account people a moral. Every piece of information we put out, in theory, can go directly to the end user without any mediation. But our job today is still to bring to the media a credible story”.
A mio modo di vedere, la spiegazione migliore del perché di questa situazione sta in queste due frasi di Daniel Edelman, padre di Richard:
“It’s our belief that the masters of the universe, if you will - WPP and these other guys - are pressing for higher profits. They have standards for what they want, usually 17 percent margins. We like to do well, but we’re not trying to hit those kinds of numbers. It takes away from our historic relationship with the media”.
“There’s no question in my mind that the padding of bills has to do with firms chasing higher profits. I think bill-padding is a reflection of consolidation”.
Il dibattito si sta protraendo da qualche settimana, da quando è emerso che Ketchum ha dato del denaro a un giornalista perché parlasse di uno dei suoi clienti, un progetto pubblico che si chiama “No Child Left Behind”. Un problema che è venuto dopo, in termini temporali, lo scandalo che ha coinvolto Fleishman Hillard a Los Angeles, dove almeno un paio di clienti - aziende pubbliche - hanno ricevuto fatture gonfiate.
La storia, per il momento, rimane confinata oltreoceano, ma sono convinto che anche in Europa il nostro settore non sia completamente immune da colpe simili a quelle di cui stanno discutendo i nostri colleghi statunitensi.